Lasciare gli affetti e la propria città per il ruolo, secondo voi è giusto?

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Buongiorno a tutti, premetto che nella mia provincia lavoro tranquillamente con incarichi annuali fino al 30 giugno, a settembre, se ci sarà la possibilità di cambiare provincia, vorrei trasferirmi per tentare di prendere il ruolo in una provincia dove nella mia classe di concorso fanno ruoli ogni anno, e ci sono ancora disponibili un bel pò di cattedre.
Attualmente sono molto indeciso, non vorrei lasciare gli affetti, l'amore, per tentare di prendere il ruolo.
Il ruolo è a 1000 km dalla mia città.
Voi cosa fareste al mio posto?
Grazie.
quesito posto il 16 Aprile 2011 da mgs (1,030 punti)
resta dove sei, per que quattro soldi che ci danno, non ne vale la pena. Arrivera' il tuo turno anche a casa tua.
quattro anni fa ho lasciato tutto e me ne sono andata a 1000 km da casa il risultata è stato niente ruolo, ora le graduatorie si riapriranno e chi come me aveva scelto di lasciare tutto adesso resta con un palmo di naso...
...ma io in realtà non capisco...chi se non tu puoi stabilire se è giusto o no? che domanda è la tua?
Scusa Manuela, Fabio non puo' chiedere un parere? cosa c'e' di strano....mah...
un parere? non è mica un paio di scarpe che deve cambiare ma la propria vita. Che parere può essere dato ad una persona che non si  conosce, quello che si può fare è riportare la propria esperienza (se leggi tutto io parlo della mia) che sia giusto o meno andare via può saperlo solo lui. Io, forse anche tu, e tanti altri abbiamo scelto di andare via perché lo trovavamo giusto ma ognuno in relazione alla propria vita e non perché qualcuno ci aveva dato il suo parere. Questo è il mio punto di vista condivisibile o meno...ciao
inoltre se una persona avesse la necessità di spostarsi per lavorare e per tirare la carretta non si porrebbe alcuna domanda.
ciao di nuovo
io ritengo che se già lavori...ti conviene aspettare il tuo turno!non rinuciare alle cose essenziale e CERTE della tua vita...
Anch'io se riuscissi adavere l'incarico nella mia provincia non mi sposterei.
Ormai i giochi son fatti.Io non mi sono spostato,perchè l'ho fatto già diversi anni fa.Avrei potuto scegliere una provincia dove avere maggiori possibilità di andare in ruolo,ma sono rimasto qui.
Non ho più 20 anni e poi ho una famiglia,chi me la fa fare ad andarmene 500 o 1000 km più in là...un'altro affitto da pagare....lontano dai miei ecc.Preferisco accontentarmi degli incarichi al 30 Giugno e se penso che c'è chi non ha nemmeno un posto di lavoro,devo ritenermi anche fortunato di essere...precario.

8 Risposte

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mi dispiace,fabio, ma non condivido.E' a causa di chi ragiona come te che chi ha urgenza di spostarsi per motivazioni molto più importanti (salute, famiglia, mancanza di lavoro) sta incontrando un'opposizione  tremenda che rischia di vanificare anni di sacrifici!Oggi la necessità di avere una chance di lavoro (anche a termine) è diventata prioritaria riapetto a quella di ottenere il ruolo,magari scavalcando chi c'è già da una vita.Bisognerebbe prendere coscienza di ciò e tutto sarebbe più semplice...Se già lavori con sicurezza al 30 giugno puoi ritenerti fortunato;se poi hai anche l'amore,gli affetti,la casa:beato te!Non è piacevole che chi , magari dopo   una vita di rinunce per stare fuori casa, veda all'ultimo uno che arriva da 1000 km per soffiargli il ruolo senza che abbia dato  nulla di sè  al territorio:le province non sono terra di conquista a cui strappare qualcosa, ma luoghi con cui interagire a fondo e "lasciare"una parte di sè,in termini di impegno e ingegno!Parola di una che crede fermemente nel trasferimento "reale"!!!
risposta inviata il 16 Aprile 2011 da kizzy (7,270 punti)
Non avrei trovato parole migliori! Grazie davvero per ciò che hai scritto, almeno vedo che ci sono persone che la pensano in modo giusto.
iwan...secondo te pensa in modo giusto solo chi la pensa come te! Sei sicuro?
concordo con stefania!!
concordo anche io...
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caro Fabio, non puoi chiedere a noi che viviamo a volte una situazione simile alla tua, se non peggiore, di scegliere per la tua vita. La decisione è solo tua! Nessuno può consigliarti che cosa fare se non il tuo cuore e la tua famiglia. Decidi con loro con serenità, non mi sentirei di suggerirti questa o quella risposta, potrei cadere nell'interesse personale. Ti posso raccontare la mia esperienza, se vuoi. Tanti anni fa appena laureata potevo trasferirmi, sarei passata di ruolo dopo pochissimi anni e sarei potuta tornare a casa come i miei compagni. Non l'ho fatto perché avevo un ragazzo. Mi sono anche sposata ma quella storia è finita ed io sono ancora senza posto. Ho provato a seguire un corso di specializzazione per insegnanti di sostegno, ma non me la sono sentita di continuarlo e dopo un anno l'ho lasciato. Grande errore, tutti i miei colleghi sono passati di ruolo nel sostegno ed io sono ancora precaria, ma contenta di essere stata onesta con me stessa e di non aver approfittato di una situazione a me non consona, seppure una grande opportunità.
Dalla prima abilitazione nel 1984 sono stata sempre avanti nella mia graduatoria, ho sempre avuto incarichi fino al 30 giugno se non fino al 30 agosto. Da due anni ho solo supplenze di pochi giorni. Come leggi la vita è strana, non sai mai come può voltarsi, la vita scolastica, poi...
Prova ad informarti se nella tua provincia potresti avere possibilità di passare di ruolo, e fra quanto, eventualmente (con  i tempi che girano non possiamo prevedere quante immissioni verranno decise quest'anno o l'anno prox), poi decidi con la tua famiglia. Il ruolo significa tranquillità economica per tutti, e non è poco, ma potrebbe significare anche un trasferimento con tutto quello che comporta, o sacrificio da parte tua e della tua famiglia per un periodo di tempo o voglia di mettersi in gioco, insieme! Devi decidere tu! E speriamo che tu possa scegliere, come sarebbe giusto per tutti noi
risposta inviata il 17 Aprile 2011 da tibangel (4,870 punti)
modificato 17 Aprile 2011 da tibangel
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Devi valutare con la tua famiglia, comunque il ragionamento di Stefania 74 è ipocrita e privo di valenza, ha solo paura di perdere il posto, ma chi ha più punti deve avere la possibilità di arrivare all'agognato ruolo cara Stefania....
risposta inviata il 17 Aprile 2011 da giove (4,120 punti)
Concordo. Io non credo si possano perdere amore affetti e famiglia (parliamo di sentimenti reali) solo perchè si lavora lontano da casa. Migliaia di gente fa sacrifici per raggiungere i propri obiettivi, con la speranza di garantire per sè e per la propria famiglia un futuro migliore..se non si ha avuta la fortuna di trovare già "la tavola apparecchiata da altri." Sono enormi i sacrifici, ho avuto personalmente esperienze drammatiche, ma se ne vale la pena è bene andare avanti. Tra l'altro è ancora più frustrante vivere una vita in condizioni precarie, senza sicurezza, senza poter progettare nulla e con la paura di ritrovarsi a 40 anni con una mano davanti e l'altra dietro. Nella vita è bello avere il desiderio di crescere e la soddisfazione di essere arrivati al traguardo, ma occorrono idee chiare,consapevolezza, tanta costanza e niente pentimenti. Tanti auguri comunque..
marx,sono una fervente sostenitrice del trasferimento,nonchè ricorrente anief :puoi controllare tutti i miei commenti,specie quelli contro chi invoca la legge fioroni (che ritengo essere stata calpestata sin dall'inizio e quindi improponibile).Quello che ho scritto è il mio parere in cui credo ciecamente.Non mi riguarda in prima persona perchè non sono in odor di ruolo,nè adesso nè se mi trasferisco.Lavoro al nord con code e grad.d'istituto ma il mio usp è al sud (non ho da difendere alcun posto,come dici).Ritengo che nella situazione in cui siamo bisogna comunque non essere radicali ma equilibrati e cercare di capire la ragioni reciproche (quelle legalmente e moralmente fondate).Spero che la possibilità di trasferirci ci sia data,ma credo semplicemente che chi ha bisogno di lavorare o di trasferirsi per motivi di salute e simili,abbia motivazioni più valide di chi,dopo essere stato comodamente a casa sua per tanti anni,si ricorda che esistono altre province in cui essere solo di passaggio per strappare il ruolo a chi in quel posto ha dato tanto di sè.Conosco persone eternamente scavalcate in questo modo.Questo è solo ed esclusivamente il mio parere personale. Oggi dobbiamo augurarci che vinca la legge e la giustizia e che si ponga fine  all'inganno fioroni una volta x tutte!
Comunque,pensare sempre che dietro il parere di una persona ci sia del marcio o dell'ipocrisia è come non ammettere un'idea diversa:un conto è non condividere,altra cosa è dare dell'ipocrita..................
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secondo me per il ruolo si deve essere disposti a fare dei sacrifici. Si lasciare la famiglia per spostarsi in un'altra provincia, magari non lontana, sarebbe cosa che una persona responsabile farebbe!!
risposta inviata il 17 Aprile 2011 da gaia76 (34,510 punti)
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Scusate se mi intrometto, io sono un abilitata forse in una classe differente dalla vostra. Per mie scelte di vita (avevo un lavoro diverso dalla scuola nella mia città,) non ho mai preso in considerazione l'idea di spostarmi da una provincia o l'altra ed allontanarmi dalla mia famiglia solo per poter fare punteggio. Adesso però mi trovo in una situazione molto diversa e mi vedo con un' abilitazione in tasca mai sfruttata e tante possibilità perse, che adesso  (per scelte che magari non sono riuscita a prendere quando non avevo i miei bambini) mi trovo nella situazione che aspetto con ansia il cambio di provincia, solo PER AVERE UNA POSSIBILITA' DI FAR MANGIARE I MIEI PICCOLI.  Assicuro a Fabio81 che la scelta che ho preso è molto dolorosa poichè i miei piccoli verranno con me e quindi oltre a modificare la mia vita stravolgerò la loro............................................
Prendi la mia risposta con le pinze , ma se già hai la fortuna di lavorare goditi la tua famiglia e quello che hai .

In bocca al Lupo
risposta inviata il 18 Aprile 2011 da yuri6 (1,360 punti)
+1 voto
si è giusto. bisogna essere pronti a partire e a lasciare tutto per avere una possibilità concreta di una cattedra di ruolo se per te rappresenta un obiettivo importante. sarebbe una scelta coraggiosa e anche avventurosa, degna di un insegnante che sente di volere insegnare seriamente. e degna anche psicologicamente del mito di odisseo e degli argonauti, figure eroiche della nostra cultura che partirono  inseguendo una legittima aspirazione. partire partire....basta con questi insegnanti pantofolai

marco
risposta inviata il 9 Maggio 2011 da cinesino (1,650 punti)
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Premetto che il mio non è un intervento polemico nè tantomeno "politico": semplicemente vorrei solo chiarirmi un dubbio. Non capisco perchè qualcuno parli dell'"inganno Fioroni": io credo che l'allora ministro avesse delle ottime intenzioni congelando le graduatorie, cioè quelle di immettere in ruolo tutti i precari delle stesse. Infatti, conosco tantissime persone che proprio in quel paio d'anni sono state assunte, in tutta Italia. Semmai è stato il successivo ed attuale ministero che ha congelato le assunzioni e ha reso tutti noi ancora più precari di prima.
risposta inviata il 9 Maggio 2011 da Carla79 (650 punti)
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A me pare un ragionamento assurdo, scusa ma se lavori con incarico annuale che te frega di anticipare il ruolo? Per cosa?? Uno emigra per necessità vera, capisco chi non lavora, ma tu che hai la fortuna di lavorare... boh! Chi vi capisce è strano.
Tutto sto macello, viaggio, casa, solo per il ruolo. Capirei per lo stipendio in se, per la voglia di cambiare aria e vita, ma tu hai lo stipendio e fra qualche anno ti stabilizzeranno. Auguri
risposta inviata il 9 Maggio 2011 da luigipal (16,300 punti)