La rinuncia al ruolo comporta conseguenze tutta la vita?

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Sono abilitata in A038, A047, A048 e A049 tramite la SISS e sono in graduatoria ad esaurimento e ho 33 anni.
Ho intenzione di rinunciare al ruolo nella A038 dove sono prima in graduatoria, perchè attualmente ho un lavoro in azienda che mi piace e che trovo decisamente migliore rispetto a fare l'insegnante, che in fondo non mi è mai piaciuto. Prima o poi non mi iscriverò più neanche nella graduatoria ad esaurimento.
Volevo sapere, se l'azienda mi dovesse licenziare a 50-55 anni, età in cui non si può più cambiare lavoro, posso iscrivermi in seconda fascia nella graduatoria di istituto anche nella graduatoria dove ho rifiutato il ruolo? Se rifiuto il ruolo nell'A038 vuol dire che non potrò più insegnare fisica per il resto della vita?
Le abilitazioni SISS rimangono valide anche se non si insegna più?
quesito posto il 9 Agosto 2012 da solemio (330 punti)
Se insegnare non ti piace abbastanza,perché,a 50/55 anni,devi soffiare il posto a qualcuno che adora questo lavoro e lavorare in modo scazzato con alunni magari volenterosi? Che post inutile...
Sono estremamente d'accordo con maestra Paola, trovo il post di conica degenere veramente di cattivo gusto. Mi ribolle il sangue sapere che nella scuola possa entrare gente talmente poco motivaata....che tristezza!
Tu cosa faresti se un'azienda ti lasciasse a casa a 55 anni e non ti assume più nessuno?
A chi ruberei il posto? Quelli che insegnano sono comunque davanti. Non insegnando non si fa punteggio. Non ho fatto questa domanda perchè ho intenzione di cambiare idea, ma per sapere cosa mi aspetta. Non tratterò  in modo scazzato nessuno perchè sono eccessivamente timida e non ho polso, è anche per questo motivo che ho cambiato lavoro.
conicadegenere e Cincinella,
state rispondendo entrambe in modo perfetto ai dubbi che poneva la prima di voi.
Io mi scuso se sono sembrato aggressivo in quello che ho scritto, ma nella realtà non volevo esserlo.
Volevo solamente far presente tutto quello che conicadegenere ha messo in luce in modo molto lucido, da sola. La scuola è, come dici tu, nella stragrande maggioranza dei casi, un ambiente "malsano", al contrario di quello che dovrebbe essere. E' tutto vero: ragazzi maleducati, bulli, ipocriti, sbruffoni; genitori peggio; colleghi poco corretti, ignoranti ed anche presuntuosi (ripeto: parlo in generale); presidi spesso autoritari e non autorevoli; ecc. ecc. ecc.

Bene. E' proprio per questo che ho detto che, per fare questo lavoro, non bisogna pensare solo allo stipendio a fine mese, o a salvarsi con un posto statale rispetto ad uno privato. Alcuni di noi che "scelgono" questo lavoro lo fanno nonostante tutto: nonostante la maleducazione; nonostante il fatto che siamo considerati niente dal punto di vista sociale (da parte di molti, soprattutto dai genitori); nonostante che si percepisca uno stipendio da fame; nonostante sia, come qualcuno di voi ha giustamente detto, sia uno dei lavoro a maggior rischio di burn-out; e via dicendo. Lo scelgono perchè sono convinti del ruolo importante che ricopre l'insegnante; perchè pensano, come quel papà, che sia "il mestiere più bello del mondo"; perchè si emozionano quando riescono a "recuperare" qualche ragazzino sbandato o riescono a diventare un punto di riferimento per loro, ed a volte un secondo padre o una seconda madre; per tanti e tanti altri motivi che sarebbe lunghissimo elencare.

Fai bene caso: ho scritto "alcuni di noi", non la maggioranza. Perchè purtroppo credo che la maggioranza faccia solo il ragionamento della convenienza e della sicurezza del posto fisso statale, come qualcuno ha accennato. Ma credo che ragionare in questi termini sia davvero sbagliato. Per il semplice fatto che il lavoro non è determinato solo dallo stipendio; anzi, a volte si preferisce prendere meno ma fare ciò che da "soddisfazione" e alimenti una propria "passione".

Mi piace, alla fine di questo discorso, dire, molto sinceramente, che chi scrive ha fatto una marea di lavori in passato, e tutti in ambito privato. Vi assicuro che guadagnavo molto bene, e molto di più della misera remunerazione attuale. E, non ultimo, svolgevo ruoli anche di responsabilità e di comando. Sono passato a scegliere (e sono ancora precario.... chissà per quanto), anzi a volere ardentemente quello per il quale penso di essere nato: l'insegnamento. Con tutti i crucci che esso comporta, con tutti i dubbi, le difficoltà, lo studio continuo, le "rotture di palle" per i vari consigli insignificanti, le altre rotture per colleghi, genitori e ragazzi più che maleducati, ecc. ecc.

Spero di avere chiarito il motivo del mio intervento e di non essere stato troppo prolisso (anzi, di questo ne sono sicuro)

Comunque auguro un futuro roseo ad entrambe (anche se può sembrare una presa in giro, visti i tempi che corrono).

Saluti sinceri.
capisco la tua preoccupazione, chi non è preoccupato del lavoro in questo momento?ma ti dico il mio pensiero, o meglio ti racconto la mia esperienza di quest'anno nella scuola dell'infanzia in cui ho lavorato:ovviamente sono ancora supplente. Quest'anno ho sostitutito una malattia.da settembre a maggio mi hanno continuato a fare il contratto di mese in mese perchè la titolare prendeva mutua ogni mese, ma nelle varie vacanze rientrava un giorno, facendomi rischiare di perdere la supplenza, proprio perchè rientrando un giorno le chiamate dalle graduatorie da parte della scuola riniziavano. ecco io avevo davanti a me un insegnante che fa anche il fotografo e quindi le segreterie dovevano aspettare una sua risposta, ossia se accettava o no la supplenza, (non ha mai accettato perchè doveva andare a fare foto a matrimoni e altre cerimonie), facendomi stare nel dubbio fino a mezz'ora prima di prendere servizio.le persone non possono stare nel dubbio per colpa di altri.io penso che se non si vuole fare questo lavoro bisognerebbe cancellarsi per rispetto di chi lo vuole fare veramente. questo è il mio pensiero.
secondo me è assurdo(anche se comprensibile) : non sapiamo quello che sara tra una settimana (per non dire un anno ,due) e tu ti preoccupi tra 20 anni ;allucinante

12 Risposte

+3 voti
 
Risposta migliore
se rifiuti il ruolo verrai cancellata dalla gae solo in quella cl. di concorso ma sarai sempre abilitata e se non cambiano le regole delle graduatorie di istituto potrai sempre iscriverti nella seconda fascia per abilitati (il prossimo aggiornamento 2014), io ti consiglio xò di continuare ad iscriverti nelle gae nella vita non si sà mai. Sarai sempre abilitata.
Ciao
risposta inviata il 9 Agosto 2012 da arabar72 (2,520 punti)
–1 voto
Io so che se rinunci al ruolo vieni depennato da tutte le graduatorie
risposta inviata il 9 Agosto 2012 da ALIX (3,140 punti)
Scusa ,perche'  dici questo?
  Hai qualche riferimento legale?
  A me risulta che si viene cancellati solo dalla classe di concorso oggetto della rinuncia(fatta in
  tempo)infatti se non ci si presenta  o non si invia una rinuncia al responsabile delle nomine Gae
  scatta la nomina e ,allora si, scatta la cancellazione da tutte le graduatorie:legge inserita nel 2009.
+7 voti
Conicadegenere fai una bella cosa: depennati tu spontaneamente dalle liste in cui sei in graduatoria.
Farai contenta più di una persona, te l'assicuro.
Credo che (e lo dico senza polemiche) persone che la pensano come te non dovrebbero iscriversi in GaE, perchè la professione dell'insegnante non si fa solo per lo stipendio a fine mese. La scelta deve essere molto motivata da passione, convinzione, piacere e voglia di fare e "donare" agli allievi, così come si dovrebbe avere sempre voglia di imparare da essi.
Ciao
risposta inviata il 10 Agosto 2012 da ariniema (14,790 punti)
Le graduatorie sono valide fino al 2014, non posso depennarmi. Perchè dovrei farlo visto che non sto rubando il lavoro a nessuno? L'anno scorso alle convocazione per le supplenze annuali non mi sono presentata e quest'anno alla fine di agosto andrò in vacanza in Francia. I miei colleghi di graduatoria sanno tutti che ho cambiato lavoro e che non devono considerarmi.
+2 voti
Ciao "conicadegenere",
io ti capisco benissimo perchè sono nella tua stessa situazione.
Sono laureata in matematica e abilità con il concorso del 99 sulle classi A059 e A048.
In effetti ho fatto pochissime supplenze e da 8 anni lavoro in un'azienda privata.
Dopo tanti sacrifici  (puoi capire solo se hai lavorato nel privato) e tanti contratti a progetto
e a tempo determinato, da aprile 2008 ho un contratto a tempo intedeterminato.
Il mio stipendio è più elevato di quello che prenderei facendo l'insegnante (€ 1500,00 netto/mese
con rimborsi spese di circa € 300,00 per pasti e benzina + scheda telefonica aziendale, insomma
alla fine dei conti percepisco  € 1800,00 netto/mese).
Questo anno al 90% mi chiameranno di ruolo sulla A059, Sciene Matematiche nella scuola media.
Ho milioni di dubbi perchè amo il mio lavoro, malgrado orari di lavoro molto più impegnativi
di quelli di un insegnante e reperibilità tutti i giorni...
Il mio dubbio deriva dalla "sicurezza" che il lavoro pubblico dovrebbe dare (malgrado le ultime notizie
non sono incoraggianti, per perdere il lavoro pubblico dobbiamo finire come la Grecia o commettere
gravi reati..). Nel privato se dichiaranno fallimento, posso mandarti via senza neppure darti il TFR!
Un altro punto a favore del pubblico è la gestione di una famiglia, esigenza che in questo momento
non ho perchè convivo con il mio compagno ma non ho figli. In futuro però qualora avessi un figlio
sarebbe meglio insegnare...
da 2 settimane questi dubbi mi assillano e mi farebbe piacere confrontarmi con te...
Dalla mia esperienza di supplenze a Roma, posso dirti che il livello della scuola è bassissimo,
gli alunni sono maleducati nella maggior parte dei casi e i genitori fanno spesso i sindacalisti dei propri figli...
Io ho viaggiato tanto grazie al mio lavoro e penso che se avessi fatto l'insegnante da quando mi sono lauereata a 25 anni, non avrei mai potuto fare quello che ho fatto, perchè precaria con stipendio basso...
ora però ho 38 anni e qualche dubbio mi viene...
risposta inviata il 10 Agosto 2012 da fabio60 (260 punti)
Io non ho nessuna intenzione di accettare il ruolo nè di fare supplenze perchè ho un lavoro che mi piace. Anch'io sono laureata in matematica, attualmente ho un contratto a progetto e guadagno di meno di un insegnante di ruolo (prendo 1100 euro al mese). Ho insegnato per 5 anni in qualsiasi tipologia di scuola (medie, liceo, istituti tecnici, istituti professionali, scuole professionali regionali) e poi dalla scuola sono scappata. Quando mi sono iscritta alla SISS ero convinta che fare l'insegnante fosse un bel lavoro, mio papà lo definiva il "lavoro più bello del mondo". Quando sono andata a scuola ho visto che non lo era affatto. Non sapevo tenere le classi, non avevo polso e gli alunni non mi ubbidivano. L'esperienza nelle scuole professionali è stata traumatizzante, le medie non sono molto meglio. La colpa è sia del mio aspetto fisico e del mio carattere troppo mite e timido. Siccome non potevo cambiare carattere ho cambiato lavoro e non ho intenzione di tornare indietro. Io rifiuterò il ruolo con una probabilità del 100%. Io con questo post volevo solo chiedere che conseguenze ci sono a lungo termine, non capisco gli attacchi ricevuti sopra, non certo perchè ho intenzione di cambiare idea, ma perchè tutti noi, vista la crisi economica, dobbiamo pensare che  nella vita non si sa mai.
Se hai un lavoro bello non lasciarlo, potresti pentirti  e non poter più tornare indietro. Per accettare un posto a tempo indeterminato devi essere sicura al 100% che il lavoro ti piaccia perchè dopo dovrai farlo fino a 70 anni e oltre,  altrimenti è meglio rimanere nel posto dove siamo. Se fai un lavoro che non ti piace ti rovini la vita. Ho sentito diversi colleghi di ruolo da anni che si erano pentiti di aver fatto gli insegnanti, Fare l'insegnante è un lavoro usurante psicologicamente e bisogna essere molto motivati altrimenti ti puoi rovinare la salute, e non è vero che hai tante vacanze. Insegnando matematica dovrai lavorare 7 giorni su 7. Tutto gli altri problemi si possono risolvere. I problemi di gestione della famiglia sono risolvibili visto che anche nel privato possono darti il part-time, oppure se guadagni bene si può sempre prendere una colf/baby-sitter. Lavorare nel pubblico non è rose e fiori. Gli insegnanti perdenti posto a volte vengono suddivisi in 3-4 scuole in tre città diverse distanti anche 20 km perchè devono assolutamente avere 18 ore. A volte vengono anche trasferiti d'ufficio in posti che non piacciono ecc. In futuro potrebbero anche togliere il quinto anno delle superiori (idea già proposta da diversi governi), quelli diventati di ruolo per ultimi non so che fine faranno, per non parlare dei precari. La scuola è messa male, se non hai spirito missionario è meglio non andarci.
Grazie per le tue considerazioni e scusa per le deviazioni alla tua domanda.
Rinunciando al ruolo verrai cancellata dalle graduatorie ad esaurimento per la classe
di concorso alla quale rinunci. Per il resto nessuno può dire come andrà a finire, tra possibili concorsi, reinserimenti o altro...come sai non facendo supplenze, con l'aggiornamento delle graduatorie nel 2014, finirai in coda. La possibilità  di insegnare con supplenze, qualora sarai costretta, dipende dalla provincia dove sei inserita ovviamente. Verifica con un sindacato se puoi congelare almeno per un anno il tuo diritto al ruolo. Con un contratto a progetto puoi rimanere senza lavoro, senza alcun preavviso e senza TFR. Come una sorella ti consiglio di trovare il modo di non buttare via il ruolo. Verifica se magari ti danno un part-time di 6 ore (1 sola classe) in modo che puoi continuare a fare il tuo lavoro. Ovviamente dipende anche dalla necessità che hai di lavorare. Con un contratto a progetto io diversi anni fa sono rimasta senza lavoro e pur di raccimolare qualcosa per vivere sono stata costretta a lavorare in un call center alle 5 del mattino, a contatto con gente di bassissimo livello e con remunerazione offensiva, molto peggio della scuola e degli alunni maleducati...purtroppo le scelte fatte con il cuore e la passione non sempre vengono premiate. Un caro saluto
Grazie per i consigli.
Quando ho cambiato lavoro sono stata senza contratto e senza stipendio per 4 mesi perchè non ero "produttiva" e solo in seguito si sono degnati di farmi un contratto a progetto. Tutti i precari, di qualsiasi settore siano, sperimentano le retribuzioni da fame, fa parte della gavetta. Il part-time a scuola non è possibile, la scuola e l'azienda si trovano a 60 km di distanza l'una dall'altra. Ovviamente i permessi per consigli di classe, collegi docenti ecc sarebbero tutti non retribuiti. Sarebbe una vita d'inferno. Dovrebbero trattenermi mezza giornata per sentire un consiglio di classe di un'ora. Non mi piace tenere il piede in due scarpe. La vita impone delle scelte e a volte bisogna rischiare. Io sto rischiando. Io preferisco la remunerazione offensiva rispetto alla maleducazione. Il lavoro che sto facendo è molto richiesto, quindi anche se mi dovessero lasciare a casa non rimarrò disoccupata a lungo, continuo a guardare gli annunci di lavoro e a studiare per essere aggiornata sulle competenze che chiedono le aziende. Solo quest'anno ho studiato interi libri per imparare questo lavoro.Cerco di essere flessibile. Preferisco lo stipendio da fame rispetto alla maleducazione è più forte di me. E' importante fare un lavoro che piace anche se precario. Per il momento me lo posso permettere, sono senza figli/fidanzato/marito, ho qualche risparmio da parte. Quando i risparmi non ci saranno più (spero non succeda mai) sarà un altro discorso. Verrò cancellata da una graduatoria, ma nelle altre rimango. Grazie comunque per i consigli. Un caro saluto
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conicadegenere e Cincinella,
state rispondendo entrambe in modo perfetto ai dubbi che poneva la prima di voi.
Io mi scuso se sono sembrato aggressivo in quello che ho scritto, ma nella realtà non volevo esserlo.
Volevo solamente far presente tutto quello che conicadegenere ha messo in luce in modo molto lucido, da sola. La scuola è, come dici tu, nella stragrande maggioranza dei casi, un ambiente "malsano", al contrario di quello che dovrebbe essere. E' tutto vero: ragazzi maleducati, bulli, ipocriti, sbruffoni; genitori peggio; colleghi poco corretti, ignoranti ed anche presuntuosi (ripeto: parlo in generale); presidi spesso autoritari e non autorevoli; ecc. ecc. ecc.

Bene. E' proprio per questo che ho detto che, per fare questo lavoro, non bisogna pensare solo allo stipendio a fine mese, o a salvarsi con un posto statale rispetto ad uno privato. Alcuni di noi che "scelgono" questo lavoro lo fanno nonostante tutto: nonostante la maleducazione; nonostante il fatto che siamo considerati niente dal punto di vista sociale (da parte di molti, soprattutto dai genitori); nonostante che si percepisca uno stipendio da fame; nonostante sia, come qualcuno di voi ha giustamente detto, sia uno dei lavoro a maggior rischio di burn-out; e via dicendo. Lo scelgono perchè sono convinti del ruolo importante che ricopre l'insegnante; perchè pensano, come quel papà, che sia "il mestiere più bello del mondo"; perchè si emozionano quando riescono a "recuperare" qualche ragazzino sbandato o riescono a diventare un punto di riferimento per loro, ed a volte un secondo padre o una seconda madre; per tanti e tanti altri motivi che sarebbe lunghissimo elencare.

Fai bene caso: ho scritto "alcuni di noi", non la maggioranza. Perchè purtroppo credo che la maggioranza faccia solo il ragionamento della convenienza e della sicurezza del posto fisso statale, come qualcuno ha accennato. Ma credo che ragionare in questi termini sia davvero sbagliato. Per il semplice fatto che il lavoro non è determinato solo dallo stipendio; anzi, a volte si preferisce prendere meno ma fare ciò che da "soddisfazione" e alimenti una propria "passione".

Mi piace, alla fine di questo discorso, dire, molto sinceramente, che chi scrive ha fatto una marea di lavori in passato, e tutti in ambito privato. Vi assicuro che guadagnavo molto bene, e molto di più della misera remunerazione attuale. E, non ultimo, svolgevo ruoli anche di responsabilità e di comando. Sono passato a scegliere (e sono ancora precario.... chissà per quanto), anzi a volere ardentemente quello per il quale penso di essere nato: l'insegnamento. Con tutti i crucci che esso comporta, con tutti i dubbi, le difficoltà, lo studio continuo, le "rotture di palle" per i vari consigli insignificanti, le altre rotture per colleghi, genitori e ragazzi più che maleducati, ecc. ecc.

Spero di avere chiarito il motivo del mio intervento e di non essere stato troppo prolisso (anzi, di questo ne sono sicuro)

Comunque auguro un futuro roseo ad entrambe (anche se può sembrare una presa in giro, visti i tempi che corrono).

Saluti sinceri.
risposta inviata il 11 Agosto 2012 da ariniema (14,790 punti)
+4 voti
Penso di dovermi scusare anche io se posso essere sembrata dura...vi assicuro che non è nel mio carattere. sicuramente cio' è dato dall'ansia per l'imminente convocazione (sperando che ci sarà) e dal fatto che per noi insegnanti ancora precari ogni volta le cose sembrano peggiorare. Gli anni passano e ti ritrovi a pensare di aver sbagliato scelta perchè ora non puoi ragionare solo per te...ora che hai una famiglia è dura andare avanti l'estate senza stipendio e non sapere nemmeno se lo riprenderai a Settembre...che comunque alla fine sarà Ottobre....nonostante tutto però non ce la fai proprio a cambiare lavoro perchè sai che il tuo lavoro PUO' essere solo questo..perchè senza la scuola ti sembra di essere una persona peggiore....nonostante tutto! In bocca al lupo a tutti noi...spero che ognuno trovi la strada che spera..e che si merita! ;)
risposta inviata il 11 Agosto 2012 da Ale384 (270 punti)
UN IN BOCCA AL LUPO A TUTTI VOI. SUL SITO CGIL DECRETO FIRMATO E NUMERI DEIFINITIVI
PER IL RUOLO:

http://www.flcgil.it/scuola/assunzioni-in-ruolo-docenti-pubblicato-il-decreto.flc
+3 voti
Ad insegnare si può essere portati e questa è una fortuna. Ma sempre si impara ad esserlo, come si imparano tutte le cose.
Una cosa è certa si deve cercare di essere professionali e mettersi nelle condizioni di imparare, altrimenti se non siamo " disponibili" all'apprendimento non imparmo mai niente e tantomeno non possiamo insegnare nulla di significativo.
Secondo me tutti potrebbero insegnare, ma non tutti sono disponibili ad imparare ad essere insegnanti, questo è il limite tra insegnante e non insegnante.
Non possiamo pensare che l'arte dell'insegnamento, o qualsiasi tipo di arte, ci possa essere dato alla nascita....

Se si rinuncia,  nel momento attuale, a mettersi in gioco e quindi ad imparare ad insegnare  è una scelta ed è un atto di serietà, responsabilità e lealtà ammetterlo e cambiare lavoro. Di questo dovremmo essere tutti soddisfatti.
Allo stesso tempo si può decidere di lasciare aperta una porta, quindi di potersi mettere in gioco in un futuro e quindi cercare di imparare a fare l'insegnante, e questo è possibile e non dovrebbe creare nervosismo in nessuno.

Questo è il mio pensiero
risposta inviata il 12 Agosto 2012 da daichi (36,900 punti)
modificato 12 Agosto 2012 da daichi
+1 voto
ma rimani in azienda ma chi te lo fa fare??
risposta inviata il 14 Agosto 2012 da peppiniello (16,020 punti)
E' quello che farò.
Scusa, perchè non poni questo quesito ad un sindacato? Così saprai meglio cosa fare!
+1 voto
ti dico questo perchè anch'io lavoravo in una piccola azienda, lavoro stressante come orari, paga media, però ferie pagate, tredicesima, quattordicesima ecc...avevo messo su un bel pò di soldini..e tutto questo per pagarmi gli studi, non appena mi sono laureata ho deciso di attendere la scadenza del contratto per dire di non rinnovarlo...sono entrata nel mondo della scuola...ma delusioni..non si vede il becco di un quattrino..sono tutto il giorno in biblioteca a studiare tutta l'estate, ho passato le preselezioni tfa ma ora mi aspettano uno scritto e se lo passo un orale..poi un tirocinio a pagamento...............
ora ho capito perchè molti dicono che è come una missione..che lo si fa per passione..però bisogna avere una famiglia che ti copra tutte le spese e per molti questo non è possibile..
vabbè tornassi indietro continuerei certo a studiare (per passione, ciò che studio mi piace anche se non diventerà il mio lavoro..) ma il lavoro in azienda me lo terrei!!!!
risposta inviata il 18 Agosto 2012 da peppiniello (16,020 punti)
+1 voto
Sei grande, ma davvero grande. Mi verrebbe da dire: ci sei o ci fai!
Docente di ruolo che ama l'insegnamento.
risposta inviata il 18 Agosto 2012 da roberto.fotia (1,950 punti)
0 voti
che romantico/a ma nella vita bisogna anche pensare a magnà..
risposta inviata il 20 Agosto 2012 da peppiniello (16,020 punti)
0 voti
Salve. Vorrei sapere da conicadegenere cos'ha poi fatto e confrontarmi con lei.
Grazie.
risposta inviata il 11 Maggio 2014 da fraggi (140 punti)