TRASFORMAZIONE CONTRATTO DA TEMPO DETERMINATO A TEMPO DETERMINATO

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Avendo avuto incarico per 3 anni consegutivi dal csa di salerno fino a termine attivita' didattiche per la classe a029 , vi sono possibilita' facendo ricorso legale  che posso essere messo in ruolo??
vale la pena fare ricorso,tenendo condo conto anche delle spese legali?
voglio un sincero consiglio, i sindacati  fanno davvero poco per noi precari!!!!!!
quesito posto il 1 Dicembre 2010 da raffael (430 punti)

4 Risposte

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Risposta migliore
Caro Giovanni,
vorrei fosse così semplice. Ho accumulato 16 anni di contratti dal CSA fino al termine delle attività didattiche. Aderisco al ricorso.
risposta inviata il 1 Dicembre 2010 da anonimo
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Il Tribunale di Siena, con una recentissima sentenza del 27.9.2010, Giudice Cammarosano, in accoglimento del ricorso presentato da una docente della scuola, ha statuito l’immissione in ruolo , senza concorso, convertendo il rapporto di lavoro a termine (costituito da una molteplicità di contratti succedutisi tra il 1999 ed il 2007) in rapporto a tempo indeterminato e condannando il MIUR a reinserire la ricorrente nel posto di lavoro per lo svolgimento delle medesime mansioni, oltre al risarcimento del danno. Il Miur ha già preannunciato che impugnerà la sentenza dinanzi la Corte di Appello di Firenze, inoltre la sentenza è per il momento un caso isolato, anche se naturalmente ha suscitato l'attenzione e l'interesse di tutti i precari compreso, il sottoscritto. Non so se aderirò anche io ad un ricorso collettivo ma nutro molti dubbi circa la possibilità di spuntarla.
risposta inviata il 1 Dicembre 2010 da graziadaid (8,880 punti)
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io sono undici anni che lavoro con contratto annuale a tempo determinato, ma il ruolo ancora resta un miraggio. Magari bastasse un ricorso per essere immessi in ruolo, immagino che si quadruplicherebbero in tempi brevissimi, visto il gran numero di precari che posteggiano da numerosi anni nelle graduatorie del CSA
risposta inviata il 1 Dicembre 2010 da anonimo
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Salve ! Alla luce della Direttiva Comunitaria 1999/70/CE non è possibile reiterare continuamente il rapporto di lavoro subordinato, in conformità anche di principi costituzionali.
 L'assunto trova riscontro in numerosissime  sentenze emesse dalla Corte di Giustizia Europea di cui in seguito :
la sentenza Adeneler del 4 luglio 2006, § 105 e poi in dispositivo, ha sancito che: “l’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato deve essere interpretato nel senso che, qualora l’ordinamento giuridico interno dello Stato membro interessato non preveda, nel settore considerato, altra misura effettiva per evitare e, nel caso, sanzionare l’utilizzazione abusiva di contratti a tempo determinato successivi, il detto accordo quadro osta all’applicazione di una normativa nazionale che vieta in maniera assoluta, nel solo settore pubblico, di trasformare in un contratto di lavoro a tempo indeterminato una successione di contratti a tempo determinato che, di fatto, hanno avuto il fine di soddisfare fabbisogni permanenti e durevoli del datore di lavoro e devono essere considerati abusivi”. Lo stesso principio è stato ribadito nella sentenza Vassallo del 7 settembre 2006, nella quale si dichiara che il divieto di conversione del contratto di lavoro a termine in contratto a tempo indeterminato, sancito da una normativa nazionale con riferimento al lavoro pubblico, si può considerare non in contraddizione con l’accordo quadro “qualora tale normativa contenga un’altra misura effettiva destinata ad evitare e, se del caso, a sanzionare un utilizzo abusivo di una successione di contratti a tempo determinato da parte di un datore di lavoro rientrante nel settore pubblico” (§ 34 e poi in dispositivo).
La stessa sentenza statuisce che “nell’ipotesi di tardiva attuazione nell’ordinamento giuridico dello Stato membro interessato di una direttiva (…….), i giudici nazionali devono nella misura del possibile interpretare il diritto interno, a partire dalla scadenza del termine di attuazione, alla luce del testo e della finalità della direttiva di cui trattasi al fine di raggiungere i risultati perseguiti da quest’ultima”.

Rilevante la sentenza Marleasing secondo cui  “l’obbligo degli Stati membri, derivante da una direttiva, di conseguire il risultato da questa contemplato, come pure l’obbligo, loro imposto dall’art. 5 del Trattato (oggi art. 10 n.d.r. ), di adottare tutti i provvedimenti generali o particolari atti a garantire l’adempimento di tale obbligo, valgono per tutti gli organi degli Stati membri ivi compresi, nell’ambito di loro competenza, quelli giurisdizionali. Ne consegue che nell’applicare il diritto nazionale, a prescindere dal fatto che si tratti di norme precedenti o successive alla direttiva, il giudice nazionale deve interpretare il proprio diritto nazionale alla luce della lettera e dello scopo della direttiva, onde conseguire il risultato perseguito da quest’ultima e conformarsi all’art. 189, terzo comma del Trattato (oggi art. 249 n.d.r.)”.

Pertanto è possibile adire l'Autorità Giudiziaria, sia Nazionale che Comunitaria, al fine di ottenere la trasformazione del Contratto a tempo determinato in indeterminato, nonchè il risarcimento dei danni subiti.
risposta inviata il 2 Dicembre 2010 da monicas (520 punti)