Rinunciare al sogno di insegnare?

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Buongiorno a tutti. Ho 30 anni e avrei bisogno di consigli e supporto. Mi sono laureata qualche anno fa in lingue straniere con lode, ma appena entrata nel mondo del lavoro sono cominciate le prime delusioni: il lavoro d'ufficio non mi piaceva, mi sentivo svilita e "sprecata", costretta per 8 ore al giorno a fare cose ripetitive e monotone che non mi si addicevano. Ho cambiato diversi lavori, ma non mi sono mai sentita soddisfatta di quello che facevo e continuavo a sognare un lavoro di più "ampio respiro". Ho iniziato quindi a prendere in considerazione l'idea di insegnare e mi sono iscritta in graduatoria d'istituto in III fascia. Ho anche tentato il TFA l'estate scorsa, purtroppo fallendo perché stavo lavorando full time in un'azienda a due ore da casa e la forza per studiare è venuta meno. Però quest'anno ho incominciato a ricevere qualche convocazione e, avendo poi perso il lavoro in azienda, ho potuto accettare tutte le (pochissime e brevissime) supplenze che mi si sono presentate. Esperienza davvero fantastica: qualche problema con i cosiddetti alunni difficili, ma anche grandi soddisfazioni in classi in cui sono riuscita a farmi rispettare e a fare lezione regolarmente, anche se per pochi giorni.
Ora però mi chiedo quanto ancora potrò andare avanti così. L'anno scolastico volge al termine, le supplenze sono state pochissime e in alcuni casi non mi sono ancora state pagate per mancanza di fondi, il TFA 2013 è una chimera e comunque prevede un ulteriore anno di studio a pagamento.  La mia famiglia non è ricca, il mio fidanzato nemmeno e io ho 30 anni. Vorrei sposarmi o almeno convivere, sono stanca di stare a casa di mamma e papà, magari vorrei anche un figlio nei prossimi anni. Il lavoro di supplente saltuaria, anche se integrato con ripetizioni private, non mi consente di certo di rendermi autonoma. Quindi sto continuando a mandare cv alle aziende e con ogni probabilità, presto o tardi, troverò qualcosa e dovrò rinunciare al sogno di insegnare.
Allora vi chiedo, come avete fatto voi a diventare insegnanti? Avevate alle spalle qualcuno che vi aiutava economicamente nei lunghi anni di precariato? Avete rinunciato a formarvi una famiglia? Come avete superato i lunghi mesi di disoccupazione del periodo estivo e non?
Urgono consigli e supporto morale!
Grazie :)
quesito posto il 10 Aprile 2013 da daniela.riccio1969.na (510 punti)
Stavo leggendo il tuo post, anche io ho 30 anni laureata però in architettura e ultimamente sto cercando un modo per iniziare a fare qualche supplenza. Ho scoperto che per iscriversi nelle graduatorie di terza fascia dovrò aspettare il 2014... intanto ho mandato molte messe a disposizione nelle scuola private (ma da poco tempo e credo che le prenderanno in considerazione da settembre)... ora lavoro in uno studio con poche soddisfazione (soprattutto dal punto di vista economico)... anche io vorrei rendermi autonoma (purtroppo vivo ancora con i miei e vorrei poter iniziare una convivenza)...
In realta ti scrivo per chiederti una cosa relativamente al TFA, leggendo dal tuo post non capisco una cosa... ma tu lo hai frequentato d'estate? cioè questi corsi in che periodo si svolgono?... te lo chiedo perchè anche io avrei voluto farne uno... ma... DEVO iniziare un master di due anni e quindi dovrò posticipare questa idea di svolgere un TFA... però vorrei sapere che impegno richiede giusto per organizzarmi in vista di...
grazie e buona fortuna!!!
Mi sono imbattuta in questo mio vecchio post di 5 anni fa e ho sorriso rileggendolo.

Subito dopo averlo scritto feci ancora qualche breve e deludente esperienza lavorativa in azienda, dopodiché decisi di buttarmi totalmente nel mondo della scuola e di concentrarmi solo su quello. Presi tutte le supplenze che mi arrivavano, anche quelle di 3 giorni, anche le più lontane e scomode. Nel frattempo mi creai un bel giro di ripetizioni private in modo da avere sempre qualche entrata economica e conseguii un master per la didattica per aumentare il mio punteggio in graduatoria. Ma soprattutto mi misi a studiare sodo, giorno e notte, in vista del nuovo TFA. Lo superai brillantemente e quell'anno riuscii ad ottenere anche la prima supplenza lunga della mia vita, per sostituzione maternità, che durò tutto l'anno scolastico.
Fu una gran fatica frequentare il TFA, fare tirocinio e allo stesso tempo lavorare su cattedra piena per la prima volta, ma riuscii a portare tutto a termine e mi abilitai a luglio 2015.

Da allora sono in II fascia e prendo sempre supplenze annuali, negli ultimi 2 anni addirittura al 31 agosto.
Ho comprato casa con il mio compagno, conviviamo da ormai 3 anni e l'anno prossimo ci sposiamo.
Ma soprattutto l'anno prossimo passerò anche di ruolo, con soli 5/6 anni di precariato e a 35 anni di età.
Sono stata molto fortunata perché sono entrata nel mondo della scuola in un periodo tutto sommato propizio, nonostante le difficoltà iniziali. Ma mi sento di consigliare a tutti di intraprendere la strada di questa bellissima carriera, se ne siete convinti perché, per quanto mi riguarda, è il lavoro più bello del mondo e non avrei potuto fare altro nella vita.

Buone Feste

10 Risposte

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Ho quasi 33 anni,laureata da 4 anni in lettere classiche...ho provato il TFA ma è andato purtroppo male...adesso sono senza sogni,senza speranze. Ho sempre desiderato insegnare latino e greco, lingue che la società moderna considera morte, senza rendersi conto che proprio la nostra lingua,l'italiano,deriva da esse. Come mi sento? Come qualcuno a cui è stata tolta la possibilità di sognare e sperare. L'insegnamento ormai è una chimera, è questa la dura e cruda realtà.
risposta inviata il 10 Aprile 2013 da carmen.82 (1,330 punti)
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@Kla: Purtroppo ti capisco molto bene. Posso chiederti nel frattempo cosa fai per guadagnare qualcosa, se lo fai? Vivi ancora in famiglia o ne hai una tua? Lo chiedo non per farmi gli affari tuoi, ma per capire e trarre spunto :)

@Rosa: il TFA è un tirocinio necessario per conseguire l'abilitazione, salire in graduatoria e avere quindi più possibilità di ottenere supplenze lunghe, anche annuali. Purtroppo ha un test d'ingresso abbastanza selettivo, diviso in tre parti, di cui la prima l'anno scorso si è svolta a luglio ed è proprio quella che io non ho passato, causa mancanza di tempo per lo studio. Se si superano le tre prove, si può iniziare il tirocinio, della durata di circa 6 mesi, rigorosamente a pagamento (il costo varia a seconda dell'università, ma si parla di cifre intorno ai 2000-2500 euro). Purtroppo il tirocinio non è molto compatibile con un altro lavoro perché prevede una parte teorica con frequenza in aula obbligatoria all'80%, che di solito si tiene il pomeriggio; e infine una parte pratica nelle scuole, quindi tendenzialmente la mattina. Al termine di tutto ciò c'è un esame finale con conseguente abilitazione. Insomma, una trafila pazzesca, dispendiosa e che, oltretutto, non garantisce una cattedra, anche se aumenta le probabilità. Però l'attivazione del TFA 2013 resta un'incognita, nessuno sa niente, ed è probabile pure che quest'anno salti oppure slitti. P.S. L'architetto è una bella professione e ti consente di metterti anche in proprio. Tornassi indietro, affronterei studi di questo genere, pur di evitare di ritrovarmi a fare la segretaria. Buona fortuna a te :)
risposta inviata il 10 Aprile 2013 da daniela.riccio1969.na (510 punti)
modificato 10 Aprile 2013 da daniela.riccio1969.na
grazie mille per i chiarimenti...
fare l'architetto sarà pure una bella professione... ma in questo periodo storico non è certamente gratificante... anche mettersi in proprio non è semplice e io già esercito come libero professionista...
anche per questo che stavo meditando la strada dell'insegnamento... un po per crisi un po perchè più vicino alle mie attitudini personali.

speriamo bene
e grazie ancora
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Buonasera a tutti, questa è la mia testimonianza:  sono una insegnante pluri - abilitata, in graduatoria di prima fascia da 17 anni oggi ancora Precaria!! Ho girato cinque diverse regioni italiane, ogni anno con la speranza di arrivare, oggi mi chiedo chissà dove. Ho 38 anni ed ancora faccio la precaria. Ogni anno aggiungo un diploma al mio curriculum! Due concorsi alle spalle e nessuna sicurezza, nessuna garanzia...ogni anno sempre meno speranze. E ne ho viste di cotte e di crude! Attaccata ad un telefono con la speranza di ricevere un incarico, con il trolley sempre dietro la porta. Mi si diceva: devi fare la gavetta!!! ma quanto dura sta gavetta?  Un consiglio: sperare di realizzare un sogno è desiderio di tutti...ma non si può vivere di sogni. Occorrono certezze e concretezza per andare avanti. Fin quando si può si è liberi di sognare, se si hanno le spalle coperte...ma prima o poi bisogna tirare le somme. E' triste, ma è la realtà. Nonostante tutto in bocca al lupo a chi decide di intraprendere questo difficile percorso.
risposta inviata il 10 Aprile 2013 da Franziska (12,550 punti)
Io ho fatto il tfa all.estero ed ora insegno regolarmente con soddisfazione in italia
Dovete guardare all.estero x abilitarvi come ho fatto io a lavorare. Ed allo stesso tempo imparare la li gua e studiare soffrendo anche il freddo e i digiuni
Beh questa é stata la ricetta x il mio successo poi é una cosa individuale....cmq un abbraccio a tutti bariant chiocciola yahoo.it
@Bariant: Non sapevo che il TFA si potesse frequentare anche all'estero. C'è ugualmente il test d'accesso? Come ci si iscrive? Sapresti indicarmi un sito?

@frufrù: Mi spiace davvero, immagino sia dura. Io comunque sarei anche disposta a trasferirmi, pur di lavorare ogni anno. Mi spiegheresti però una cosa? Sento molti parlare di continui cambi di regione, ma come è possibile dal momento che ci si iscrive in graduatoria per una sola provincia?
lavoro dal 1996 nella scuola, ho superato 3 concorsi e sono su 6 graduatorie, il lavoro ora è stabile ( supplenza da Csa )  da qualche anno... sono stata scavalcata in graduatoria diverse volte, anche grazie a chi cambiava provincia o ai vari master a pagamento...non penso di passare di ruolo a breve e mi sento di dare un consiglio a chi ha solo 30 anni : fate ALTRO, la scuola è satura e si andrà in pensione da precari....ho amiche che son passate di ruolo a 58/60 anni e son disperate perché vorrebbero andare in pensione, ma con la nuova legge non possono....fate un poco 2 conti e decidete se inseguire ancora la chimera... ah poi rispondo a chi parlava di voler fare figli :  io da precaria non me la son sentita, non avendo a chi chiedere aiuto....è stata una scelta forzata e ho dovuto scegliere il lavoro... auguri
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Scusate il ritardo e grazie per le vostre testimonianze, anche se per la maggior parte mi avete scoraggiato.. Comunque non avevo mai preso in considerazione la possibilità di prendere la disoccupazione, grazie per avermici fatto pensare!
Vorrei precisare che a me non crea problemi il fatto di rimanere precaria anche per lungo tempo, dover cambiare scuola ogni anno o anche più volte all'anno ecc. Il mio problema è dato dal fatto di non poter avere un'entrata mensile, non importa quanto bassa, perchè in tutto quest'anno scolastico sono riuscita a svolgere pochissime settimane di supplenza.
Dite che a questo punto conviene sperare in una scuola privata in modo da avere garanzia di entrata fissa, il diritto alla disoccupazione in estate, e punteggio per la graduatoria?

Per quanto riguarda gli spostamenti di regione, per fortuna vivo già in una buona provincia da questo punto di vista.
risposta inviata il 9 Maggio 2013 da daniela.riccio1969.na (510 punti)
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Ciao :)!

Sono Chiara ragazza di 31 anni che vuole insegnare e non ha alcuna intenzione di rinunciare a questo sogno che farà una realtà.
Io mi sto abilitando in Formazione Primaria precedente laurea in Scienze dell' Educazione.
Rientro negli sfigati che si sono immatricolati nel 2009 e non sono stati inserita con riserva delle GAE ad esaurimento per colpa dei nostri cari Ministri.Gae chiuse come ben sai ad oggi.

Guardiamo Italia oggi e non solo l'insegnamento: cosa funziona?Quantie aziende hanno chiuso? Quante sono in cassa intregrazione? Quanti imprenditori di medio-piccole imprese sono in crisi ? E il loro dipendenti??? E potrei fare un lunghissimo elenco...
Certo ci sono posti come ingegneri che funzionano, infermieri e fisioterapisti, forse solo loro e chi ha fortuna di essere dipendente comunale.
Quindi il posto fisso non esiste più come una volta; e quando esiste non da certezze come allora. Questa è una realtà oggi.

Insegnamento ( ora non so la tua classe di laurea e provincia dove sei) è una via tortuosa certo....il ruolo non lo avremo mai...o a 58 anni ??? Chi può dirlo ora.                          ,               Ma io non ho mai conosciuto alcun insegnante che entrato in graduatoria abilitato sia rimasto a casa un anno scolastico. Inoltre al mese di luglio puoi richiedere la di disoccupazione con i requisiti ridotti e ti assicuro che i soldi non sono pochi.
Inolre non lavoriamo tutto il giorno...l' altra parte della giornata uno può trovarsi lavoretto se hai bisogno di soldi ( ripetizioni, fare educatrice in qualche centro aggregazione e potrei andare avanti .....). Puoi prenderti certificazione come insegnante di italiano agli stranieri  (      facoltà di Siena la fanno si chiama DITAILS) ora sono molto richiesti. Basta entrare nel giro.
E poi ci sono le scuole paritarie private che la Gelmini ha tanto decantato....li puoi inviarli anche se ti stai abilitando...E' un terno al lotto ...funzionano le raccomandazioni....Ma esiste sempre il fattore C: trovarsi al posto giusto al momento giusto.
Io sono andata a vivere da sola in Affitto insegnante precaria non in graduatoria perchè non ho abilitazione ancora e lavoravo prima a tempo determinato e poi a progetto negli enti di Formazione Professionale  e ce la facevo benissimo con i soldi e non avevo un uomo al mio fianco. Poi ovviamente dopo tre anni che lavoravo li non mi hanno più richiamato...ma il fatto che non ho trovato nulla  dopo non è dipeso dal settore ma dalla crisi di oggi italiana . Certamente non è piavevole non poter essere artiefici della propria vita...Ma chi lo è oggi in Italia?

Niente è facile...ma nella difficoltà...io scelgo la passione.

Pensiero Postivo.
Buona serata
Chiara.
risposta inviata il 9 Maggio 2013 da Luigi Ventriglia (200 punti)
Grande Chiara, in bocca al lupo per tutto :) Spero di farcela anch'io! Buona serata :)
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Che dire? Io sono in III fascia (musica alle medie e maestro alla Primaria) in prov. di VI e lavoro costantemente da 4 anni; a volte a settembre arrivano più offerte di supplenze in settimana (forse perché mi muovo fra due categorie di scuole e speso mi chiamano per il sostegno).
 Sei laureata in lingue? Ma non dovrebbe essere una fortuna sapere bene almeno 3 lingue?
Il lavoro dovrebbe essere quasi garantito. Se poi non piace il lavoro d'ufficio, beh l'insegnamento alle medie e alla Primaria non è molto motivante, ormai è solo una fatica.
Forse è meglio alle superiori, ma non saprei. Ti dirò, pur avendo 45 anni, terrò duro finché la situazione in Italia non si raddrizzi un po', e poi alla prima occasione vedrò di cambiare, perché tutto dipende da questa mala politica così altalenante che non permette riforme ben strutturate nel bene o nel male.
risposta inviata il 13 Maggio 2013 da MariannaCab (180 punti)
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Ciao,
io mi trovo in graduatoria dal 2011 in terza fascia ma non sono mai stata chiamata..come lavoro è davvero precario, ho fatto molti altri lavori, commessa, call center, promoter, segretaria..ma adesso sono di nuovo disoccupata..fra un pò consegnerò dei curriculum nelle paritarie ma secondo voi la romagna è una buona provincia o cambio?Vi prego in un suggerimento..sono un pò alla frutta..mi sono pentita di non essere partita all'estero dopo la laurea come hanno fatto altri miei amici..E concorsi neanche l'ombra..Eppure ho fatto grossi sacrifici nella mia vita per potermi laureare e trovare un lavoro decente..Ho delle mie amiche che si sono messe a lavorare dopo il diploma e stanno tutte meglio di me, con contratti a tempo indeterminato e case e mutui avviati..che tristezza..
risposta inviata il 16 Maggio 2013 da bevinetto (670 punti)
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Vi assicuro che in questo periodo non si trova niente neanche nelle aziende. Io sto cercando lavoro da inizio anno e ho mandato centinaia di curriculum, ma non è saltato fuori ancora niente.  Comunque credo che sia sempre più facile trovare lavoro in azienda che nelle scuole.
Molti mi sconsigliano di diventare insegnante, sia perchè è un lavoro precario sia perchè dicono che alla lunga sia snervante e pesante e che i ragazzi siano sempre più maleducati. E io non capisco davvero di cosa si lamentino gli insegnanti. Ho provato solo per poche settimane e ho già visto quanto possa essere dura gestire una classe difficile. Ma niente è paragonabile a un lavoro impiegatizio, dove devi timbrare un cartellino, stare rinchiusa 8 ore al giorno se va bene (altrimenti fai gli straordinari, spesso non pagati), fai dalla mattina alla sera cose noiose, devi subirti i malumori e le strigliate del capo e le gelosie e gli sgambetti delle colleghe. Tutto, spesso, per pochi soldi o addirittura gratis, come mi è anche già capitato.
Volete paragonare questa condizione lavorativa a quella degli insegnanti? Trovo molto più soddisfacente insegnare, cercare di stimolare i ragazzi, inventarmi strategie per coinvolgerli, magari portarli a visitare posti interessanti o fargli vedere cose interessanti. Organizzarmi le giornate e le lezioni come ritengo più opportuno senza dover rendere conto a nessuno, entro certi limiti ovviamente. Crescere insieme ai miei alunni, scoprire io stessa cose nuove, continuare a sentirmi giovane e rimanere DENTRO alla vita, invece di dover guardare da lontano quel poco di vita che mi resta quando la sera rientro troppo stanca dall'ufficio. Vorrei trasmettere le mie passioni a qualcuno più giovane, invece di doverle accantonare per sempre perchè nel mondo del lavoro oggi "non serve la teoria, ma la pratica".  Odio l'idea di dover essere talmente assorbita da un impiego d'ufficio da arrivare a dimenticarmi cosa significhi emozionarsi.
Scusate la divagazione, magari ho un'idea idilliaca del ruolo dell'insegnante ma mi piacerebbe che fosse così.
risposta inviata il 16 Maggio 2013 da daniela.riccio1969.na (510 punti)
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Ciao,
ho paura che tutti considerino il lavoro degli altri come quello migliore...finchè non lo provano...
Io ho fatto vari lavori e devo dire che prima di entrare in un posto pensavo sempre fosse ben diverso da come lo immaginavo..Ogni mestiere ha i suoi pregi e difetti naturalmente, ma finchè non li si prova sulla pelle si tende addirittura a dire beato quello che non fa nulla..o di che si lamenta?
Per quanto riguarda l'insegnamento non sono tutte rose e fiori, e se esci fuori sfinito da un lavoro in azienda, fidati che ogni ora passata in un aula ne vale quattro passate in ufficio, come stanchezza e tensione..Che bello portarli a fare le gite e guardare posti insieme?Non c'è stress peggiore, i ragazzi sono imprevedibili e bisogna tenerli d'occhio in gita...meglio lasciar stare sono una grossa responsabilità..la voce che va via, lo stress del preside, i colleghi gelosi anche qui...Insomma Lucrezia non pensare di avvicinarti all'insegnamento come fosse un bel lavoro..Solo se hai una grande passione lo farai volentieri ma non sono affatto rose e fiori, e tante volte rimpiangerai il lavoro in azienda!!
risposta inviata il 17 Maggio 2013 da bevinetto (670 punti)
Ciao Maribia, se leggi bene ho scritto che ho grande passione sia per le materie che andrò a insegnare e che mi spiace non poter utilizzare nel lavoro perchè inutili (letteratura in primis), sia per il ruolo di insegnante in generale. Ho anche già provato a svolgere qualche breve supplenza e ho ben visto che non è tutto rose e fiori e, sicuramente, sul lungo periodo sarà anche stressante. Ciò non toglie che non è certamente peggio di un lavoro impiegatizio, come molti sostengono. E questo lo dico con cognizione di causa perchè ho provato entrambi. Lo stress di una mattinata di 5 ore a scuola con alunni maleducati e indisciplinati e conseguente frustrazione, non sarà mai paragonabile a una giornata pesante in ufficio, lunga 10 ore, con annessa strigliata del capo davanti a tutti i colleghi. Provato sulla mia pelle, quindi so di cosa parlo ;) Poi ognuno è diverso e ha le proprie idee, per carità. Io muoio dalla voglia di poter insegnare, è elettrizzante entrare in un'aula, quel brivido provato nel riuscire a a catturare la loro attenzione con un argomento interessante.. perchè diciamocelo, mica tutte le classi sono uno sfacelo, ci sono quelle in cui riesci a far lezione divinamente e ne esci felice :)
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io ho sempre inseguito il sogno di insegnare, fin da bambina. Mi sono laureata nel 1996 e dopo 3 anni ho partecipato all'ultimo concorso le cui graduatorie sono tuttora valide, prendendo due abilitazioni. Quando ho fatto la prova scritta del concorso la mia prima figlia era nata da poco, mi sono preparata da sola perchè avevamo un solo stipendio e non volevo spendere un botto per corsi e preparazioni varie. L'orale l'ho svolto il giorno del suo primo compleanno. Un anno trascorso a studiare e a fare la mamma, ma anche a lavorare saltuariamente in una scuola privata. Sono stata immessa in graduatoria, terza fascia, solo nel 2002 per effetto del concorso. Da allora ho insegnato per anni in una scuola privata a titolo gratuito solo per il punteggio, deprimendomi un po' ma senza mai perdere la speranza. Alcune convocazioni per supplenze, un paio di incarichi annuali, poi finalmente nel dicembre 2011 la svolta :  il ruolo da concorso, nella mia regione, ma nella provincia più lontana di tutte, circa 300 km.  Impossibile farlo ogni giorno. Panico. Per fortuna-sfortuna ( i problemi di salute non sono mai una fortuna) con la 104 di mio papà ho potuto chiedere l'assegnazione provvisoria. Ma almeno sono in ruolo, dopo 9 anni di attesa. Nel frattempo come ho fatto? Mi ero già sposata, ho fatto un altro figlio, abbiamo stretto la cinghia con amore e infinita pazienza. Ora sono felice e mi sento realizzata. Meglio tardi che mai. Cerca solo di scoprire cosa vuoi davvero per la tua vita. Io ho inseguito e realizzato il mio sogno. In bocca al lupo. (P.S. Ora come ora se mia figli, ormai quasi 14enne, mi dicesse che da grande vorrebbe insegnare, glielo sconsiglierei vivamente perchè sebbene sia il più bello dei lavori, è quasi impossibile ormai accedere ad un posto!)
risposta inviata il 22 Maggio 2013 da anna282 (340 punti)
L'importante è avere le idee chiare e non illudersi. Si deve avere la consapevolezza che questo lavoro può essere gratificante sul piano personale ma non su quello economico. Si deve anche sapere che a volte lo sfruttamento istituzionalizzato cui siamo soggetti può togliere l'entusiasmo, soprattutto quando dopo anni di precariato e impegno ci si accorge che i sacrifici non vengono ricompensati e che a volte manca anche la gratitudine della società. Se sei disposta ad affrontare tutto questo, prosegui per questa strada.